Chi è l’avvocato Zenari?
 
  Se mi dovessi definire con una frase, certamente accennerei ad un antico motto veneto che in italiano recita così: “male non fare, paura non avere”.
Se mi dovessi presentare a chi non mi conosce, sottolinerei la mia propensione a coltivare ed osservare gli aspetti personali molto più di quelli che danno un valore tecnico all’individuo che mi sta di fronte; in altre parole, resto sempre maggiormente interessato “a chi ho di fronte” rispetto a ciò “che è” di fronte a me.
 
  Se non si fosse capito, sono una persona positiva, di fede cattolica, praticante e con una splendida famiglia composta dai miei tre figli, Tommaso, Benedetta e Maria Sole e da mia moglie Nicoletta della quale sono innamorato tanto quanto lo sono della vita.
Mi ritengo una persona fortunata in quanto, ad un certo punto della mia vita, la Provvidenza ha stravolto il percorso che mi era stato assegnato - quello di restare a vivere nel Veneto continuando a lavorare come operaio in una grande azienda cartotecnica - proiettandomi in Lombardia a vivere una realtà completamente diversa.
 
   
  La mia dimissione dall’incarico onorario ha contribuito, permettendomi di dedicarmi totalmente alla Professione, a farmi svolgere una serie di considerazioni in ambito giudiziario, sia legate alla mia storia sia di tipo generale.
Prima di intraprendere la Professione ho svolto l’ufficio di Vice Pretore Onorario presso l’ex Pretura Circondariale di Milano, sede distaccata di Rho, nel triennio dal 1995 al 1997. Sono stato successivamente riconfermato per un secondo triennio e nominato G.O.T (Giudice Onorario del Tribunale) in conseguenza alla soppressione delle Preture ed all’avvento del Giudice Unico nel Tribunale.
 
   
  Decisi di fare il magistrato onorario, nel 1995, per i seguenti motivi: anzitutto per farmi una esperienza, di sicuro per prestare un servizio alla collettività e non da ultimo per il prestigio che comportava rivestire tale carica.
 
   
  Fui applicato - su mia esplicita domanda - in innumerevoli occasioni a comporre i collegi giudicanti del Tribunale di Milano sia in sede civile che, soprattutto, in sede penale. L’inizio di questa nuova esperienza, che comportava necessariamente rivestire la figura di giudice estensore, cioè il giudice che è chiamato a redigere le sentenze del collegio, avvenne il 4-11-1997 ed in quell'occasione venni a far parte della VI Sezione Civile del Tribunale di Milano, con presidente l’esimio dott. Bartolomeo Quatraro.
In quel periodo ma forse anche prima dell’anno 1997, ressi da solo, essendovi carenze di organico, in almeno due estati e per i soli periodi feriali, l’ex Pretura di Rho, con l’unico limite per le materie riservate al pretore dal codice di procedura penale per quanto di sua competenza mentre il diritto del lavoro e tutti i processi connessi venivano dirottati, nel periodo feriale, al Tribunale di Milano città.
 
   
  In quelle fantastiche estati assunsi pertanto le vesti del Giudice in sede civile, trattai provvedimenti penali ordinari come quelli legati alle restrizioni delle libertà personale dopo le udienze celebrate così con rito direttissimo, assunsi incarichi di giudice della volontaria giurisdizione per i semplici trattamenti sanitari obbligatori (TSO) ma, anche, per trattare eredità giacenti e per questioni legate al diritto di famiglia come giudice tutelare.

 
   
  Questa assunzione di incarichi venne meno, giustamente, con l’arrivo di altri magistrati; di professione.
 
   
  La Riforma dell’Ordinamento Giudiziario, la nuova figura del Giudice Monocratico di tribunale, nonché le relative circolari restrittive delle competenze a giudicare da parte dei magistrati onorari emanate dal Csm., dettero inizio alla effettiva compressione delle materie per le quali io, magistrato onorario, ero chiamato in origine a decidere. In particolare, la rigida applicazione del Presidente del Tribunale di dette circolari, alle sedi decentrate del Tribunale di Milano, mi portarono a decidere esclusivamente su opposizioni a decreti penali di condanna, nonché su procedimenti esecutivi mobiliari.
 
   
  Questa prima compressione di competenza mi indusse a chiedere di essere applicato ad una sezione del Tribunale di Milano. Venni pertanto a far parte di un folto gruppo di magistrati togati ed onorari che componevano la sezione “Affari Immigrazione” del Tribunale di Milano.
 
   
  Il 10 marzo 2003 ricevetti la notizia che i Giudici Onorari della sezione distaccata di Rho non avrebbero più potuto decidere procedimenti in materia penale. Questi fatti mi indussero a prendere una decisione forte e di protesta essendo rattristato e sconfortato per la sempre minore considerazione che veniva concessa alla categoria
:RASSEGNARE LE DIMISSIONI DALLA MAGISTRATURA ONORARIA.
Ero entrato in magistratura onoraria per poter svolgere procedimenti in materia di diritto penale e non vi era più ragione di continuare “l’avventura” in magistratura onoraria una volta che questi procedimenti mi vennero tolti.
 
   
  Attualmente, pertanto, dismesse le vesti di “GOT” il mio studio legale è composto dai seguenti collaboratori:
 
   
  L’avv. Michela Iannone

La dott.ssa Paola De Sterlich


 
   
 

Fra i collaboratori esterni mi avvalgo della consulenza del geom. Vaccari.
E' professionista di massima integrità, professionalità e precisione sia nell'espletamento degli incarichi affidatigli sia al di fuori dall'ambito lavorativo.

Altre collaborazioni esterne vengono privilegiate in quanto lo studio che rappresento non ha nessuna intenzione di diventare nel corso degli anni uno studio associato bensì resterà uno studio legale "vecchia maniera" con delle diramazioni che verranno segnalate sul sito nella sezione "Links-collaboratori".